Oltre il PITCH: l’ascolto come strategia d’impresa

Oltre il PITCH: l’ascolto come strategia d’impresa

Oltre il PITCH: l’ascolto come strategia d’impresa

28 Marzo 2026 - by Senza categoria

Mi è sempre piaciuto raccontare e ascoltare storie.

Storie di persone, di imprese, di vite vissute. E in quelle storie mi piace immergermi, capire, conoscere i dettagli.

Mio marito mi dice sempre: “Non capisco perché a te le persone raccontano tutto. Forse perché sei veramente interessata a quello che dicono”.

In effetti è vero. Non faccio domande tanto per parlare. A me interessa, veramente, ascoltare la risposta di quello che chiedo.

Così se trasferiamo questa mia caratteristica in ambito lavorativo non stupisce che quando incontro i nostri fornitori, al di là del prodotto, cerco sempre di carpire informazioni su chi quel prodotto lo ha pensato, creato, studiato. Quando incontro clienti e altri imprenditori mi piace conoscere la storia della loro impresa, le origini.

Ed è anche per soddisfare questa mia voglia di comunicare queste storie che è nata la saletta digitale di Zani Work.

In realtà all’inizio era una necessità.  Eravamo nel periodo del Covid e avevamo bisogno di uno spazio protetto e tecnologicamente avanzato per presentare i prodotti ai clienti, ma presto quello spazio si è evoluto in qualcosa di diverso e la saletta digitale è diventata il cuore pulsante di tutte le nostre interviste.

Un luogo in cui dare voce a chi stava affrontando la sfida della protezione e dei DPI in un momento storico senza precedenti. E capire come i nostri clienti si stavano riorganizzando.

Dal digitale allo schermo: il successo di “Beautiful Minds”

Successivamente è nato “Beautiful Minds”, un format di interviste interamente dedicato all’imprenditoria femminile. Volevo scavare nella leadership delle donne, e soprattutto dare visibilità alle “menti brillanti” – da qui il nome – che guidano con successo le aziende del nostro territorio. Così ho presentato l’idea al Comitato Imprenditoria femminile di Confindustria Romagna di cui faccio parte.

Il progetto è piaciuto e si è anche evoluto. Innanzitutto abbiamo migliorato la tecnologia con Cinema 4K e ottima qualità dell’audio. Poi alle interviste realizzate nella saletta digitale di Zani Work si sono aggiunte alcune puntate negli studi televisivi di TeleRomagna. Qui abbiamo realizzato un talk che coinvolgeva non solo imprenditrici, ma anche professioniste, esperte, manager per confrontarsi su temi importanti come la parità di genere, la sostenibilità, i lavori del futuro, le tecnologie al femminile e altro ancora.

Oltre l’intervista: nasce “Non è un PITCH”

Da quel seme è germogliato il mio progetto più ambizioso: “Non è un PITCH | Storie di Imprese e Imprenditori”. Il nome trae ispirazione da un viaggio fatto lo scorso anno nella Silicon Valley.

In quell’occasione ho incontrato tanti giovanissimi startupper che per attrarre investitori nei loro progetti dovevano fare presentazioni efficaci e convincenti che duravano il tempo di una risalita in ascensore.

L’elevator pitch è infatti un tentativo di convincere qualcuno in pochi minuti.

Io volevo fare l’esatto opposto: andare in profondità. Per questo le mie interviste non volevano essere delle semplici presentazioni ma volevo andare oltre. Perché dietro il business c’è sempre un lato umano e passionale che è il vero motore di tutto. E che credo sia quello che chi ascolta vuole scoprire.

Nella nostra saletta abbiamo così ospitato protagonisti che hanno segnato il nostro territorio — da Maurizio Focchi (Focchi Industries) a Pierluigi Alessandri (Technogym), da Andrea Albani (Misano World Circuit – Marco Simoncelli) a Riccardo Tura (Dorelan) — per raccontarli nella loro doppia veste, personale e professionale.

Oggi queste narrazioni vivono su YouTube e in formato podcast su Spotify, per raggiungere chiunque abbia voglia di lasciarsi ispirare, magari mentre è in viaggio o in un momento di pausa.

Non è un PITCH però non è solo un format di interviste ma anche un modo per creare relazioni, per fare networking, per dare valore agli incontri.

Ogni persona che incontro mi lascia qualcosa, mi aiuta a crescere e mi arricchisce tantissimo.

E quindi qual è il finale di questa storia?

La mia curiosità l’ho messa al servizio del mio percorso professionale, giornalistico e imprenditoriale.

Ora il mio obiettivo è quello di lasciare un segno attraverso le storie che ho il privilegio di raccontare.

Cristina Zani

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